Maggio 2026
2 dietassassina in una <3
Ciao! Stai leggendo dietassassina, la newsletter che per due stagioni ha esplorato temi legati alle politiche di liberazione del corpo grasso. In questa nuova e terza stagione, la newsletter ti accompagnerà nel lungo viaggio del mio dottorato, con una nuova uscita al mese.
Perché il dottorato? Perché il mio progetto parla di persone grasse che lavorano, di come resistono alle discriminazioni e di come portano avanti giustizia sociale.
Buonagiornata lettricy <3
Durante questi due mesi ho saltato la newsletter di aprile. Non c’è un motivo particolare, se non il fatto che sono stata pienissima e che la newsletter non era tra le priorità. E va bene così. Sto imparando ad accettare che non devo fare tutto e subito e che alcune cose possono aspettare. Per una persona che vive costantemente con il pepe al culo è sempre una fatica ma ci stiamo lavorando.
In questi due mesi sono successe davvero tantissime cose.
A livello personale e rispetto al dottorato, il mio progetto è finalmente passato attraverso il processo etico. Alcuni commenti ricevuti mi hanno fatto riflettere molto sul ruolo delle commissioni etiche e sui limiti dell’accademia quando si confronta con prospettive radicali o fat liberationist. A un certo punto mi è stato chiesto di giustificare l’utilizzo della parola “grass”, e ho quindi scritto un’appendice aggiuntiva in cui spiegavo il posizionamento politico ed epistemologico dietro questa scelta linguistica. Da una parte continuo a sorprendermi del fatto che nel 2026 siamo ancora qui a dover spiegare perché la parola “grasso” non sia offensiva di per sé. Dall’altra, però, credo che questa sia anche la realtà delle istituzioni e che non dobbiamo dimenticarcene. Se facciamo questo lavoro è anche perché certi spazi hanno ancora bisogno di essere attraversati, disturbati e messi in discussione. Ora sto aspettando la revisione finale e vedremo cosa succederà.
Una delle cose più belle di questi mesi è stata andare a Brighton per due giorni di training sulle queer methodologies. È stato davvero potente trovarmi, finalmente, in uno spazio accademico in cui non dovevo continuamente giustificare il valore di ciò che studio. Non c’era bisogno di convincere nessuno che la grassezza, le epistemologie queer o le metodologie critiche avessero dignità accademica: era il punto di partenza. Ed è stato altrettanto importante ascoltare le ricerche delle altre persone, le loro domande, i dubbi, le incertezze e le paure. Condividerle collettivamente le rendeva un po’ meno pesanti e meno spaventose. Mi sono sentitə molto gratə di essere lì.
E poi, finalmente, c’è stato il primo festival grasso in Italia.
È stata un’esperienza così intensa e impattante che credo di starla ancora digerendo, in senso positivo. Probabilmente ne parlerò meglio nella newsletter di giugno o più avanti, perché sento di aver bisogno di tempo per capire davvero cosa abbia significato. Quello che posso dire ora è che spero profondamente non sia stato un evento che inizia e finisce lì, ma l’inizio di un processo molto più grande.
Ci siamo impegnatə tantissimo e credo che questa cosa si sia vista anche nella praticità dello spazio. Dai feedback ricevuti mi sembra che le persone abbiano percepito quanto lavoro, cura e attenzione ci fossero dietro tutto questo. Non avevamo pratiche perfette, e gli spazi perfetti non esistono, ma abbiamo davvero cercato di costruire un luogo che tenesse conto dei bisogni delle persone presenti e che permettesse una forma di serenità collettiva. Questa cosa mi rende molto felice.
Vi lascio qualche post e qualche foto qui:
Una cosa molto bella è che il festival si è tenuto a Roma e che proprio il venerdì mattina dell’inizio del festival io e altre quattro persone di Grassi Diritti siamo statə invitatə all’Università La Sapienza. Abbiamo tenuto una lezione per studentə di un master in comunicazione e marketing parlando dell’intersezione tra studi di genere e fat studies.
È stato molto emozionante. Eravamo stanchissimə per l’organizzazione del festival ma allo stesso tempo felici. Io ero particolarmente in ansia perché non mi capita quasi mai di presentare il mio lavoro accademico in italiano. Anche se sono italiana, sento sempre una sorta di distanza linguistica, perché tutte le conoscenze che ho costruito negli ultimi anni le ho studiate e scritte principalmente in inglese. Tradurre quei concetti mi sembra ogni volta un processo complicato. Però è andata molto bene. Le persone presenti erano davvero interessate e ci hanno fatto domande bellissime.
Tornatə dal festival, con enorme disperazione e stanchezza accumulata, ho anche ricevuto la notizia che uno dei paper corali è stato accettato. Il paper riflette sul ruolo dell’accademia e della ricerca nei movimenti per la giustizia sociale delle persone che fanno lavoro sessuale e sono davvero molto orgogliosə di questo lavoro. È il mio secondo “figlio” accademico che esce nel mondo.
https://doi.org/10.1080/23268743.2026.2651520
Ora, invece, con Grassi Diritti stiamo provando a prenderci un piccolo momento di pausa dal lavoro collettivo. Siamo molto strematə e sentiamo il bisogno di recuperare energie. Anche se, in realtà, il riposo aspetterà ancora un pochino perché il 12 giugno partirò per Oslo, in Norvegia, per la Weight Stigma Conference 2026. Presenterò parte del mio lavoro di dottorato sotto forma di poster e, insieme a due persone di Grassi Diritti, presenteremo oralmente anche il lavoro che abbiamo fatto su aborto e grassezza.
Siamo davvero molto emozionatə e ci stiamo preparando tantissimo. Non vedo l’ora di essere in uno spazio pieno di persone che parlano di grassezza in modo critico, politico e collettivo. Sento che è uno spazio di cui ho bisogno come ricercatorə, come persona e anche come parte di una collettiva. Sono sicurə che torneremo con tantissime idee per il futuro.
Per ora vi lascio con tutta questa stanchezza addosso, ma anche con molta gratitudine.
A presto,
Buona lotta: grassa e ribelle!
Alex xx


