Febbraio 2026
phding
Ciao! Stai leggendo dietassassina, la newsletter che per due stagioni ha esplorato temi legati alle politiche di liberazione del corpo grasso. In questa nuova e terza stagione, la newsletter ti accompagnerà nel lungo viaggio del mio dottorato, con una nuova uscita al mese.
Perché il dottorato? Perché il mio progetto parla di persone grasse che lavorano, di come resistono alle discriminazioni e di come portano avanti giustizia sociale.
Buonagiornata lettricy <3
Durante il mese di febbraio, come diciamo tra di noi amicu, ho avuto un po’ il pepe al culo. È stato un mese impegnativo, ricco di scadenze e di passaggi importanti nel mio percorso di dottorato.
All’inizio del mese c’è stato il primo step metodologico: la Community Consultation.
La Consultation è una pratica di ricerca partecipativa che permette di dare spazio, nella costruzione del progetto, alla comunità coinvolta nella ricerca. Nel mio caso, inoltre, il progetto si baserà proprio sull’analisi delle conversazioni avvenute all’interno di questo spazio di consultazione.
In parole povere: ho introdotto chi sono e il mio progetto, e poi abbiamo discusso di come fare ricerca in un modo che non sia estrattivo per la comunità grassa e di quali modalità di disseminazione possano apportare benefici concreti alla vita materiale delle persone grasse.
Non posso entrare nel dettaglio, ma vi dico solo che sono molto felice di poter analizzare questi dati e trovare modi per costruire pratiche di ricerca coerenti con ciò che studio.
Non vi nascondo che trasformare tutto questo in linguaggio e pratiche accademiche è complesso, tortuoso e a volte stancante. Ma non voglio ammorbarvi con le mille difficoltà: preferisco raccontarvi di alcuni progetti che ho appena consegnato.
Questo mese ho consegnato tre paper per revisione.
Il primo l’ho scritto in collaborazione con una ricercatrice che stimo molto (ciao Carmela!) e con un gruppo di sex workers che, per etica e sicurezza, non nomino. Conoscerete lз contributor se e quando il paper verrà pubblicato <3
Il secondo è stato scritto con persone a me carə di Grassi Diritti: abbiamo parlato di “ingrassare la giustizia riproduttiva”. Non vediamo l’ora di raccontarvene di più!
Il terzo è molto personale: è un memoir in cui utilizzo il trauma dump come strumento narrativo autobiografico. Se verrà pubblicato, potrete leggere la mia esperienza di persona trans negli spazi accademici, dalla triennale a oggi.
Sto cercando di nutrirmi attraverso queste pubblicazioni, perché lavorare con altrə ricercatorə e membrə della comunità è ciò che mi restituisce energia in questi mesi iniziali di dottorato, pieni di training e burocrazia.
Parlando di comunità, dalla Community Consultation è emerso con forza il tema del privilegio. Come affermano Haney and Walsh (2023):
Considerable debate exists within Fat Studies research about the importance of the researcher to not only value Fat liberation, but at times live in a Fat body. At times, some may argue that researchers within Fat Studies must be Fat and value Fat liberation in order to conduct ethical, community-oriented research. There is also speculation that thin researchers who value Fat Liberation who conduct Fat Studies research unfairly benefit from the stories of Fat people, while not having the lived experience of anti-fatness (Pausé & Taylor, 2021).
Reference: https://journals.nipissingu.ca/index.php/cjar/article/view/629
Per me questo punto è centralissimo. La riflessione continua su come il mio privilegio di persona magra impatti sulla ricerca è un dovere etico. Così come è un dovere costruire insieme modalità attraverso cui le conoscenze prodotte possano incidere concretamente sulla vita materiale delle comunità grasse.
In questi giorni ho ritrovato un po’ di gioia nel fare contenuti su TikTok. Potete trovare il profilo qui. I contenuti stanno raggiungendo tante persone grasse, e questo mi rende felice.
Qua trovate qualche consiglio di lettura:
I media, per quanto giustamente criticati, sono uno spazio fondamentale per il mio dottorato: mi permettono di analizzare i discorsi su grassezza e GLP-1 e di osservare come si intrecciano con le narrative dominanti sulle lavoratric3 grass3.
A proposito di GLP-1.
Con Grassi Diritti stiamo facendo grandi progressi sul documento di consenso informato sugli agonisti del GLP-1 che abbiamo creato. Ed è stato un processo potentissimo, anche e soprattutto per tornare al discorso della comunità.
Abbiamo tradotto un documento che già esisteva, ma la vera sfida è stata adattarlo ed espanderlo per il contesto italiano. Il documento originale era del 2023 e, anche se può sembrare “ieri”, in questi anni è cambiato tantissimo. Gli studi, i dati, quello che sappiamo oggi sugli agonisti del GLP-1 non è quello che sapevamo tre anni fa. E lavorare su questo scarto temporale è stato fondamentale. Non volevamo limitarci a tradurre. Volevamo trasformare.
Abbiamo organizzato un momento di presentazione, una sorta di soft launch, in cui le persone ci hanno restituito tantissimi feedback. Li abbiamo integrati, discussi, rielaborati. È stato uno spazio vero di confronto. La settimana prossima presenteremo questo lavoro a un convegno. E sono felice. Felice perché vedrò alcune persone di Grassi Diritti dal vivo, e questo per me è sempre una gioia enorme. Anche se tra di noi molte si sono già incontrate, sarà la prima volta tutte insieme. E questa cosa ha un valore emotivo fortissimo.
Ma ha un valore enorme anche politicamente. Non tanto perché “lo stiamo facendo noi”, ma per come abbiamo scelto di farlo. Con lentezza, con ascolto, con revisione collettiva, con l’idea che la riduzione del danno come pratica concreta.
Dopo il convegno raccoglieremo ulteriori feedback, rimetteremo mano al testo e poi finalmente lo pubblicheremo, così che le persone possano leggerlo e orientarsi attraverso questa guida di riduzione del danno sugli agonisti del GLP-1. Perché purtroppo stiamo vedendo sempre di più come questi farmaci vengano utilizzati come strumenti di controllo dei corpi grassi. E questo è preoccupante.
Oltre al GLP-1, siamo anche completamente immerse nella costruzione del Festival Grasso. Non vediamo l’ora. Sarà il primo momento in cui tutte le persone di Grassi Diritti si incontreranno dal vivo insieme. E solo a scriverlo mi emoziono.
È pazzesco quello che stiamo costruendo. Non vediamo l’ora di condividere il programma con tuttə voi.
E poi… c’è anche una piccola sorpresa in arrivo il 28 marzo!!!
Abbiamo tante cose in serbo. E speriamo che, una volta concluso il festival, riusciremo anche a prenderci del tempo per recuperare le energie, chiederci come stiamo davvero e concederci un momento di riposo meritato.
Perché la militanza è potente, ma anche il riposo è pratica politica.
Ci sentiamo a fine marzo!
A presto,
Buona lotta: grassa e ribelle!
Alex xx

